
Che un politico menta o abbia quasi bisogno di mentire è cosa arcinota. Non tutto si può realizzare, di non tutti si possono soddisfare le esigenze. Siccome il politico ha il pensiero fisso alle urne anche a costo di sottoscrivere patti che non potrà mantenere, spara bugie, non calcolando gli effetti delle sue parole. Se un sindaco non è un pozzo di scienza e vuole convincere un professore di matematica che Pitagora sia sola la Paola , non solo fa la figura dell’ignorante, ma offende il professore. Certe risposte di certi sindaci sono infondate, offensive, umilianti e possono provocare reazioni anche violente verbalmente o di peggio. Se la memoria non mi inganna, nel vecchio e superato codice di Zanardelli era previsto la liceità di reagire con la forza fisica alla forza del potere esercitata da arroganti burocrati o politici. Sarebbe bene che i sindaci meditassero sul male che fanno, maltrattando i veri o presunti avversari, mentre permettono tutto o quasi ai loro clientes. Est modus in rebus. L’abolizione della regola di Zanardelli non è stata casuale. Ne sono certo.
