
Non siamo nati ieri e sappiamo che in vista delle elezioni , come durante il proprio mandato, chi detiene un potere fondato su elezioni cerca di favorire i suoi “clientes”, come si chiamavano a Roma coloro che in cambio di favori assicuravano il proprio voto a chi aspirava a ricoprire una certa carica. Tuttavia, sempre come si diceva nella Roma antica, est modus in rebus ( in ogni cosa ci vuole misura). Già, est modus in rebus. Ma questo detto tanto antico quanto saggio non trova facile applicazione, perché chi aspira al potere non va tanto per il sottile, essendo fedele a quel motto siciliano che dice , parola più, parola meno: ” Comandare è meglio che…fare l’amore”, per dirla osservando un certo galateo formale. Chi detiene il potere, soprattutto nei piccoli comuni, sa bene che arreca gravi danni alla comunità e ai giovani, che pagheranno i nostri debiti, ai vecchi che non ricevono la dovuta assistenza sanitaria e sociale, alle mamme e ai bambini, che, non avendo un pediatra in paese, devono precorrere non pochi chilometri per trovarne uno. In particolare, i bambini appena nati o nascituri, vengono alla luce avendo già da pagare un debito che si scrive con 5 cifre a testa che non sono lontano da 50 mila. Queste brevi osservazioni non circolano solamente tra gli addetti ai lavoro, ma sono patrimonio di tutti. Tacere di fronte a certe scelte “fuori misura” è rendersi complici del patto scellerato che, a volte, si stipula tra una cerchia di persone e il sedicente notabile, cha aspira a diventare il padrone del vapore. Il patto scellerato è semplice: io vi lascio fare ciò che volete e in cambio io faccio ciò che voglio. Questo patto scellerato, a volte, lo abbiamo visto funzionare a scuola: certi presidi, come si chiamavano una volta, lasciavano libertà assoluta ai docenti e in cambio i presidi si sentivano “legibus soluti” (liberi di non rispettare le leggi). Quando il patto scellerato tocca la gestione dello Stato in tutte le sue articolazioni ( governo, regioni, province e comuni) si mette in crisi l’intera comunità: manca il lavoro, i giovani vanno via, il paese si spopola, i vecchi ci vivono male e devono anche rinunciare a curarsi. Tutti questi sacrifici a volte sono dovuti ai capricci di chi detiene il potere. Per porre un freno al patto scellerato, i cittadini devono prendere coscienza del loro potere, che devono esercitare in base ai propri ideali, nell’interesse dell’intera comunità e soprattutto dei giovani, che, come si dice ipocritamente in numerosi convegni, devono essere aiutati a trovare la propria strada e a prepararsi ad amministrare il mondo.
Carmine Granato
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