Firenze. La Regione Toscana cura i bambini, gli adolescenti e i giovani con la cultura, con lo sport, con la creatività e con la socializzazione. Invece di usare antidepressivi e tranquillanti dannosi alla salute psicofisica

Passata la grande ondata negativa del Covid 19, cha ha lasciato una lunga scia di guai, sembrava che ogni problema fosse stato risolto. Invece molte persone sono morte o stanno male per le conseguenze causate dalle vaccinazioni. Questi danni di natura medicale si affiancano ad altri mali di natura psicologica, che riguarda soprattutto giovani e giovanissimi. Infatti quella fascia di popolazione ha sofferto di più dell’isolamento al quale è stata sottoposta durante la tempesta epidemica. L’isolamento per chi è in crescita non è salutare e i rimedi sarebbero a portata di mano, ma la politica è in altre faccende affaccendata, come se i giovanissimi e i giovani fossero una massa informe di materia che non porta voti e quindi emarginata dai programmi amministrativi e politici. A progettare dei rimedi utili ed efficaci ci ha pensato l’Ente Regione della Toscana, incrementando attività di socializzazione e culturali, ricreative e sportive per i giovani. Non è rarissimo che un medico in Toscana prescriva ad un ragazzo di “fare teatro” andare a teatro o semplicemente a praticare uno sport (sono da preferire quelli di squadra n.d.r.) con lo scopo di reinserirsi nella comunità nella quale vive e a dialogare con tutti, a cominciare con i familiari. I soldi spesi per la socializzazione e per la prevenzione di malattie psicologiche o psicosomatiche sono degli investimenti, che ci aiutano a costruire una società sana e coesa.

Carmine Granato

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