Viviamo in un periodo storico carico di contraddizioni, di incertezza, di arroganza e di palese strumentalizzazione della religione e di ogni atto umano, che possa alimentare odio tra “fratelli”.
Non solo a livello internazionale e nazionale, ma anche a livello locale, di piccoli paesi, dove ci si conosce tutti e dove siamo tutti o quasi imparentati o portiamo cognomi uguali, anche se non siamo parenti.
Si scatenano guerre, causando centinaia di migliaia di morti di militari e di civili, di donne, di vecchi e di bambini.
Si parte per guerre di conquista arbitraria in nome di Dio.
Si offende gravemente la dignità delle persone attraverso palesi violazioni di ogni forma e natura di diritto personale, nazionale e internazionale.
Ci sono parlamentari, governanti, politici di ogni livello e di ogni etnìa che si fanno eleggere in base alle leggi che sono vigenti nel loro Paese, per poi violentarle e per commettere ogni sorta di ingiustizia.
Abbiamo dimenticato che siamo tutti uomini liberi e portatori di doveri e di diritti.
Molti politici chiedono e ottengono il consenso popolare agitando vessilli e comportamenti “religiosi” e di “divina devozione”, ma, una volta ottenuto il consenso popolare, dimenticano Vangelo e Costituzione.
L’arroganza viaggia a braccetto con una violenza verbale mai vista prima di oggi con la complicità dei social media.
In Fb e in altri social si leggono frasi ed espressioni non degni di un Paese civile quale siamo ancora per fortuna.
Chi non accetta questo clima fratricida e ammorbato dal veleno dell’odio si ribelli, usando quella potente arma che si chiama voto e usi la matita per votare chi si impegna per il bene comune e non per chi usa il bisogno di chi è povero, la sete di denaro per chi non è mai sazio, il favore a chi si vende per tre cicerchie o per l’ambizione di potere dire “lei non sa chi sono io”.
Fermiamoci a riflettere sul senso di umanità e cerchiamo di coniugare il Vangelo con la Costituzione italiana, che prevede dignità e diritti per tutti e non solo per chi con la forza vuole privare tutti della propria dignità.
Carmine Granato

