Buongiorno, Orso. Possiamo fare due passi e scambiare quattro chiacchiere ?
Certamente e con piacere, Cesidio
Come mai ti chiami Orso e non Antonio, per esempio, che è un nome molto diffuso nei nostri paesi ?
Mi chiamo Orso, perché mio padre è militare di carriera ad Aosta e gli piace la chiesa di Sant’Orso
Hai sentito che Papa Francesco ha dato inizio al Giubileo della Speranza, che terminerà nel dicembre del 2025 ? Tu cosa speri che accada nell’anno nuovo?
Sì, ne ho sentito parlare ed ho visto in diretta l’apertura della porta santa. Mi ha colpito in particolare la porta collocata in un carcere a Roma. Per l’anno nuovo spero che voi adulti vi accorgiate di noi ragazzi
Perché sei così severo nei confronti di noi adulti?
E’ sotto gli occhi di tutti che molti di voi adulti vivete in un pianeta tutto vostro, nel quale noi giovani siamo come degli oggetti che voi spostate come da una stanza all’altra si può spostare un oggetto e senza chiederci un parere
Spiegati meglio, per favore
In molte famiglie, a cominciare dalla mia, il parere di noi figli conta poco o nulla anche per la scelta degli studi, del tempo libero e della nostra vita di relazione e sentimentale
Cosa significa ? parli come un adulto
Parto dal mio esempio. Io sono il terzo di quattro figli maschi. Mi sarebbe piaciuto frequentare il Liceo Artistico perché sogno di diventare più grande di Picasso. Mio padre mi ha iscritto per sua inappellabile decisione in un istituto che sforna ragionieri, perché è proprietario e gestore di un fornitissimo negozio di ricambi per auto, del quale dovrei diventare il contabile. Sono disperato anche perché vuole decidere anche quali compagni non posso e quali devo frequentare
Perché sei disperato ?
Lo sono perché tutti i miei amici, compresa la mia ragazza, si sono iscritti al Liceo Artistico e maneggiano e studiano Arte, mentre io i devo divertire con numeri e materie aride, almeno dal mio punto di vista. Questa non è la vita che sognavo da bambino, ma mio padre è irremovibile e mi dice: “Finché ti mantengo io, tu devi fare ciò che dico io. Quando lavorerai e ti manterrai da solo, potrai fare ciò che vuoi”. Intanto io perdo gli anni più belli.
Nel tempo libero frequenti i tuoi amici di sempre ?
Al mio paese mancano la biblioteca e un luogo dove trovarsi tra giovani. E quindi passo il mio tempo libero tra telefonino e pc. Ho sempre da fare pochi compiti e mi annoio moltissimo. I miei amici di sempre li avrei voluti come compagni di scuola e di studi. Ora, piano piano, sto perdendo anche gli amici. La mia ragazza ieri l’ho vista al bar in compagnia di un suo compagno di classe e non posso darle torto, perché invece di diventare più grande di Picasso sarò un contabile di un negozio di ricambi per auto.
Perché ti manca la biblioteca e come la organizzeresti ?
L’anno scorso, in viaggio si istruzione sono stato in Svezia. La mia classe è stata accompagnata da una prof. di lingua inglese, svedese di nascita, a visitare una biblioteca in un paese che non conta più di ventimila abitanti. Ho visto almeno 5 computer a disposizione del pubblico. Ho presentato il mio passaporto e una bibliotecaria mi ha aperto il computer ed ho scritto ai miei genitori, ad amici e parenti. La senzione ATTUALITA’ presentava tutte le novità librarie scelte da un comitato di cittadini, che gestiscono la biblioteca. Accanto alla sala dei computer c’era una emeroteca, nella quale ho trovato due grandi giornali italiani. La biblioteca resta aperta dalle 9 del mattino fino a tarda sera, a seconda delle stagioni, per dare a tutti la possibilità di frequentarla. Sono crepato di invidia.
Che differenza hai notato tra la Svezia e il tuo paese dal punto di vista di un ragazzo ?
Grazie alla mia prof. ho potuto parlare con dei ragazzi svedesi della mia età. Mi hanno detto che hanno la possibilità di studiare musica, di praticare vari sport e di frequentare vari laboratori di scrittura e di arte. Non sarei più tornato al mio paese. Lo giuro.
Cosa dovremmo fare noi adulti per voi ragazzi ?
Prima di tutto dovete degnarvi di parlare “CON” noi e non “DI” noi senza sapere chi siamo e cosa vogliamo. E poi dovreste sapere che i figli non sono proprietà dei genitori. I genitori hanno il difficile compito di crescerci, ma la strada della vita ce la dobbiamo tracciare noi. Con l’aiuto degli amministratori, affinché possiamo avere la possibilità di crescere in salute e costruendo il nostro bagaglio culturale.
Auguri, Orso e grazie della chiacchierata.
Grazie a te, che mi hai dato la possibilità di parlare con un adulto.
Carmine Granato
